Torna al sito principale
Calici di vino rosso italiano

Torna a crescere il comparto vino: la spinta dell’online e il duello contro i cambiamenti climatici

di Sparks of Knowledge

Il vino è sempre un buon affare. Sono cinquanta le società vinicole quotate (con un + 720% dal 2001) in tutto il mondo, tra cui due italiane sul listino AIM della Borsa Italiana[1]. Il calo dovuto alla pandemia, che è stato in gran parte causato dalla chiusura del canale Horeca, sembra già essere alle spalle. I maggiori produttori di vino attendono per il 2021 una crescita del 3,5% con un + 4,6% solo per la componente export. In numeri assoluti: nel 2020, il mercato del vino italiano ha conosciuto il segno meno, da 6,4 miliardi dell’anno precedente a 6,2 miliardi, ma nel 2021 si stima un volume superiore al 2019[2].

Per scattare una fotografia del settore bisogna ragionare su quattro direttive attorno alle quali ruotano il presente e il futuro del vino: l’ecommerce, che ha raddoppiato i suoi volumi (anche se sono ancora tanti gli spazi di manovra, come si vedrà); la tecnologia, che è ormai parte integrante dei processi di produzione, dalla raccolta dell’uva fino alla fase di imbottigliamento; il biologico, che implica forme di coltivazione che garantiscono diversità e sostenibilità. E infine, una parola chiave che rappresenta anche una sfida: il clima con i relativi cambiamenti che stanno spingendo coltivatori e cantine a collaborare per progettare soluzioni che mitighino gli effetti dell’innalzamento delle temperature sulle vigne: «Le dinamiche complesse che interessano il settore del vino dimostrano che oggi non è più sufficiente avere una buona conoscenza del prodotto: è fondamentale integrarla con  competenze manageriali, necessarie in un mercato che evolve velocemente e vede aumentare i competitor», spiega Matteo Agrifoglio, Executive Director Bari, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo | Professional Recruitment di LHH Recruitment Solutions.

SPARKS OF KNOWLEDGE

© 2022 LHH Recruitment Solutions All rights reserved